I droni per un’olivicoltura di precisione del futuro

Grazie a parametri biofisici dell’olivo ci sarà una maggiore produttività e sostenibilità ambientale. Una recente ricerca da parte dell’Università di Pisa ha rivelato che le stime ottenute da fotogrammetria con drone a bassa quota risultavano più precise rispetto a quelle ottenute da misurazioni a terra, specialmente per gli olivi con chiome particolarmente irregolari.


Parlare di agricoltura di precisione in riferimento al settore olivicolo, caratterizzato da una forte tendenza alla tradizione e da un basso reddito d’impresa, potrebbe sembrare una forzatura. In realtà, anche il mondo olivicolo, come già avvenuto in precedenza per altre colture arboree, sta mostrando un crescente interesse nei confronti di due temi di forte attualità, quali l’intensificazione colturale e la riduzione dell’impatto ambientale. In questo contesto, l’olivicoltura di precisione può giocare un ruolo importante per il raggiungimento di una maggiore produttività ed eco-sostenibilità aziendale. In generale, l’agricoltura di precisione è una strategia gestionale che, attraverso moderne tecnologie, si pone l’obiettivo di evidenziare la variabilità presente all’interno di un appezzamento e di gestirla mediante interventi sito-specifici differenziati sulla base delle reali esigenze della coltura.

Per quanto riguarda l’olivicoltura, la conoscenza della variabilità spaziale dei parametri biofisici dell’albero all’interno dell’oliveto rappresenta oggi uno strumento importante per calibrare gli interventi agronomici, quali la concimazione, la difesa fitosanitaria, l’irrigazione e la potatura, in modo da migliorare la produttività, rendere gli interventi più efficienti e ridurre l’impatto ambientale. Ad esempio, la capacità di determinare l’area fogliare dell’olivo tramite misure indirette riveste un ruolo importante nella gestione degli oliveti di grandi dimensioni o di interi areali olivicoli in quanto la produttività dell’albero è correlata con la quantità di radiazione fotosinteticamente attiva intercettata dalle foglie. Inoltre, riuscire a stimare la dimensione della chioma può aiutare a definire una corretta strategia di gestione della potatura nell’oliveto, in termini di intensità e turno, nell’ottica di una riduzione dei costi di produzione. Allo stesso modo, una stima corretta delle caratteristiche dimensionali della pianta consente, nel caso della gestione fitosanitaria nell’oliveto, di stabilire la quantità di volume da irrorare in funzione della superficie fogliare in grado di intercettare il prodotto.

In uno studio condotto in Andalusia sono state misurate le caratteristiche biofisiche di olivi mediante misurazioni di campo e mediante telerilevamento aereo e da satellite (Gomez et al., 2011). In particolare, attraverso i rilievi in campo sono state misurate l’area della proiezione della chioma, il volume della chioma e l’indice di area fogliare (LAI). Attraverso algoritmi automatici di identificazione e delineazione della chioma sono stati ottenuti i valori relativi agli stessi parametri misurati a terra. Le correlazioni tra l’area della proiezione della chioma misurata a terra e quella ottenuta dalle immagini aeree e satellitari è stata buona (Figura 1). Anche la corrispondenza tra il LAI misurato a terra e alcuni indici spettrali di vegetazione ottenuti dalle immagini aeree ha mostrato un buon livello di correlazione.

Teratronaturale.it

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